
Rocchetto di Ruhmkorff
N° di catalogo: A 618
Collocazione: Armadio 1 – Ripiano 2
Ditta Costruttrice:
Epoca: Seconda metà ‘800
Misure: 480 x 230 x 250
Materiali: Legno – ottone – isolante – avvolgimento elettrico
Inventore: H.D. Ruhmkorff 1851
Argomento: Elettrologia
Fenomeno: Applicazione dell’induzione elettromagnetica.
Scheda tecnica:
Il rocchetto di Ruhmkorff permette di ottenere un forte d.d.p.
È costituito da un’anima cilindrica di ferro dolce sul quale è avvolto un filo grosso le cui estremità sono connesse ai poli di una pila che fa parte dell’apparato.
Questo avvolgimento è detto primario. Attorno ad esso c’è un secondo avvolgimento, detto secondario, costituito da molti giri di un filo sottile i cui estremi sono collegati, mediante serrafili, ai cosiddetti poli del rocchetto. Dalla parte opposta a questi serrafili, si trova un interruttore la cui frequenza è regolabile tramite una vite. Molti sono i tipi di interruttori inventati per il rocchetto: quello del nostro strumento è a martello.
Ogni interruzione provoca una elevatissima d.d.p. ai capi del secondario, come si può vedere dalla scintilla che scocca fra le sferette dello spinterometro con cui terminano i poli.
Questo piccolo rocchetto è appoggiato su una scatola di legno che contiene all’interno il condensatore ideato da Fizau allo scopo di attenuare la scintilla, indesiderata, che scocca fra i contatti dell’interruttore.
Curiosità:
Il Liceo Manzoni comperò almeno tre rocchetti di Ruhmkorff di cui questo è il più antico, poiché è uno dei primi strumenti registrati nell’inventario del 1884.
