
Bilancia idrostatica
Altra denominazione: Bilancia di Archimede
N° di catalogo: B 206
Collocazione: Armadio 4 – Ripiano 2
Ditta Costruttrice / Registro originale: 10 – 11 – 12
Epoca: fine ‘800
Misure: 580 x 250 x 750
Materiali: Ghisa – ottone – ferro – legno – vetro
Inventore: Galileo
Argomento: Idrostatica
Fenomeno: Spinta di Archimede
Scheda tecnica:
Questo apparecchio, ideato da Galileo, si compone di una bilancia comune, ad uno dei cui piatti si sospende un cilindro vuoto, di ottone, e sotto a questo un cilindro identico, ma questa volta massiccio.
Si stabilisce l’equilibrio, con la precisione fino ad un milligrammo, ponendo dei pesi (vedi la pesiera che fa parte del corredo) sull’altro piatto.
Se ora si immerge il cilindro massiccio in un recipiente contenente dell’acqua, l’equilibrio è subito rotto. Ma se poi si versa pian piano dell’acqua nel cilindro sovrastante – che è vuoto – l’equilibrio a poco a poco si ristabilisce, e il giogo della bilancia torna perfettamente orizzontale quando il cilindro massiccio è immerso interamente nell’acqua e al tempo stesso il cilindro vuoto è ripieno del liquido. Il cilindro pieno dunque, allorché è immerso, perde una parte del suo peso pari a quello del volume di acqua spostata (ricordiamo che i due cilindri hanno lo stesso volume).
Curiosità:
Chi non ricorda la storiella di Archimede che corre per le strade di Siracusa dopo essere saltato fuori da una vasca dei bagni locali, gridando “Eureka, Eureka”?
La leggenda, tramandata da Vitruvio, vuole che il celebre matematico greco avesse una grana da risolvere: stabilire se la corona realizzata da un orafo per il tiranno Ierone fosse d’oro massiccio oppure contenesse all’interno metallo vile, e che proprio dall’idea folgorante che gli venne nell’osservare che, immergendosi nella vasca, aveva fatto trabordare l’acqua, sia riuscito a risolvere lo spinoso quesito.
