Detector di Marconi

 

Detector di Marconi.

Detector di Marconi

 

Altra denominazione: Detector magnetico di Marconi con motorino

N° di catalogo: B 718
Collocazione: Armadio 6 – Ripiano 2

Ditta Costruttrice / Registro originale: 484 – 484 bis
Epoca: 1899 – 1901
Misure: 800 x290 x 290
Materiali: Legno – ferro – magnete – avv. elett.

Inventore: G. Marconi

Argomento: Onde elettromagnetiche
Fenomeno: Rivelatore di onde elettromagnetiche

Scheda tecnica:
Questo apparecchio ha solo valore storico ed è da ritenersi che il nostro esemplare sia abbastanza raro.
Si tratta del rivelatore (detector) di onde elettromagnetiche realizzato da Marconi. È uno strumento molto sensibile e di funzionamento molto più sicuro del coherer.
Una cordicella di filo di ferro si avvolge su due carrucole che vengono fatte girare dal motorino situato a destra (il reostato è per regolare la velocità di rotazione che deve essere bassa). Tra le due carrucole sono visibili (verniciate in rosso) due calamite permanenti a ferro di cavallo con i poli omonimi sovrapposti. Accanto ad esse c’è un piccolo rocchetto d’induzione i cui capi del primario vanno collegati con l’antenna del telegrafo e con la terra tramite i due serrafili. Il secondario è invece collegato con il ricevitore telefonico. L’elemento di filo di ferro che attraversa le calamite si trova sottoposto ad un campo magnetico variabile per cui si magnetizza, se in quel momento però arriva un’onda elettromagnetica che investe il primario del rocchetto, il ferro è sottoposto a una variazione brusca della magnetizzazione (a causa del ritardo con cui la curva di isteresi segue l’impulso magnetizzante), che darà luogo ad una corrente indotta nel secondario e al conseguente brusio del telefono.

Curiosità:
Sulla tavola di appoggio sono applicati anche due portalampada su cui erano avvitate due grosse lampade colorate (una si è rotta) che, è da ritenersi, servivano ad evidenziare il passaggio di corrente nell’antenna: infatti le onde elettromagnetiche producono nell’antenna degli effetti di risonanza per cui la corrente ha un massimo di intensità in alcuni punti (ventri) e il minimo in altri (nodi). Se la lampadina è in serie con un ventre si accende mentre rimane spenta in un nodo.

 

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