Telegrafo Marconi

 

Telegrafo Marconi.

Telegrafo Marconi

 

Altra denominazione: Apparecchio per telegrafia senza fili

N° di catalogo: B 717
Collocazione: Armadio 6 – Ripiano 3

Ditta Costruttrice / Registro originale: 495
Epoca: 1914
Misure: 440 x 210 x 1050
Materiali: Basi in legno – materiale elettrico

Inventore: G. Marconi

Argomento: Onde elettromagnetiche
Fenomeno: Trasmissione telegrafica senza fili

Scheda tecnica:
Su due tavolette di legno è stata ricostruita, in modo molto semplificato, una coppia di stazioni trasmittente e ricevente per la trasmissione cosiddetta “senza fili”, basata sull’irraggiamento nell’etere di onde hertziane prodotte da un circuito oscillante.
La postazione trasmittente comprende due circuiti: quello che produce la scarica oscillatoria che è costituito dal rocchetto e dall’eccitatore (le due sferette), e il circuito raggiante che qui è costituito dalla sola antenna.
Collegando una batteria al primario del rocchetto si genera nell’eccitatore una scintilla, e quindi una corrente oscillante percorre il circuito producendo nell’antenna una corrente indotta anch’essa oscillante. Le onde elettromagnetiche generate dall’antenna giungono all’altra antenna, nella stazione ricevente dove è fondamentale la funzione del coherer che, collegato ad una pila, rivela l’arrivo dell’onda con un forte aumento dell’intensità di corrente che già circolava. Il campanello, comandato dall’elettrocalamita, e collegato ad una seconda pila, serve a dare un colpo, con il suo batacchio, al coherer, affinché questi riassuma la sua disposizione iniziale. Inoltre, non appena l’elettrocalamita chiude il circuito del campanello, il segnale viene trasmesso ad una ricevente Morse onde decifrare il messaggio.

Curiosità:
Dopo la ricezione di un’onda il coherer deve essere “decoherizzato” per essere capace di segnalare l’arrivo di una seconda onda: basta un colpetto secco su di esso.

 

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