Telegrafo Morse

 

Telegrafo Morse.

Telegrafo Morse

 

N° di catalogo: B 637
Collocazione: Armadio 6 – Ripiano 3

Ditta Costruttrice / Registro originale: 116
Epoca: Fine 800
Misure: 250 x 150 x 160
Materiali: Base in legno – materiale elettrico

Inventore: S.F. Morse

Argomento: Elettromagnetismo
Fenomeno: Funzionamento del telegrafo Morse

Scheda tecnica:
Questo piccolo modello del telegrafo Morse – il più fortunato fra i circa cinquanta telegrafi che furono inventati dopo la scoperta dell’elettricità – riproduce le componenti di una stazione rice-trasmittente.

Un commutatore al centro (sul davanti) della base d’appoggio permette di scegliere tra le due funzioni. Quando la stazione è ricevente il tasto (o manipolatore) Morse è escluso. Non appena arriva corrente il campanello si mette a suonare attirando l’attenzione dell’impiegato, l’elettrocalamita riceve gli impulsi di corrente trasmessi dalla stazione trasmittente e, attirando l’asta mobile, trascina un nastro di carta, mentre un congegno a orologeria (si noti la chiave) fa girare la ruota. Un punzone batte un colpo secco sul nastro lasciando un’impronta più o meno lunga a seconda della durata degli impulsi di corrente.
Se invece si deve trasmettere un messaggio, allora nella linea è inserito solo il tasto Morse: l’impiegato premerà alternativamente il tasto cosicché la corrente ora fluisce ora no, e questi impulsi saranno ricevuti dall’altra stazione.

Nel grafico è stato realizzato un circuito chiuso, inserendo anche una pila. In realtà il circuito viene chiuso dalla terra per evitare di dover usare anche un filo di ritorno.

Curiosità:
Il sistema delle impronte fu poi modificato inserendo nella ruota un nastro di stoffa inzuppato d’inchiostro e in seguito un nastro di carta impregnato di sostanze chimiche che, reagendo al passaggio della corrente, lasciavano dei segni sulla carta.

Il tasto Morse non è quello originale: infatti nell’inventario iniziato nel 1928 è annotato che il tasto andò distrutto durante un’incursione aerea.

 

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