Paradosso meccanico

 

Paradosso meccanico.

Paradosso meccanico

 

Altra denominazione: Doppio cono risalente un piano inclinato

N° di catalogo: B 105
Collocazione: Armadio 6 – Ripiano 2

Ditta Costruttrice / Registro originale: 761
Epoca: 1924
Misure: 450 x 280 x 120
Materiali: Legno

Inventore:

Argomento: Statica
Fenomeno: Condizioni per l’equilibrio stabile

Scheda tecnica:
Il doppio cono può rotolare su un binario inclinato i cui rami non sono paralleli. La convergenza del binario costringe il cono a sollevarsi durante il rotolamento e quindi ad alzare il suo baricentro. Poiché il binario ha una leggera pendenza e la parte convergente è quella più bassa, si otterrà il paradosso di vedere il cono rotolare spontaneamente verso l’alto, contro il senso comune ma a conferma della legge fisica secondo cui un corpo rigido pesante appoggiato, libero di muoversi, si porta nella posizione in cui è minima la quota del suo baricentro.

Curiosità:
Il paradosso, sia scientifico che filosofico, rappresenta un’affascinante sfida intellettuale che dapprima suscita sconcerto, poi incuriosisce e infine coinvolge criticamente colui a cui è proposto.

Soprattutto nei tempi in cui per la gente comune non c’erano confini fra magia, stregoneria e scienza, la divulgazione della fisica è passata spesso attraverso i paradossi:  esperimenti che, osservati superficialmente, sembrano contrastare il senso comune, ma che, analizzati criticamente, dimostrano una determinata legge fisica.
Si possono ricordare gli spettacolari esperimenti degli emisferi di Magdeburgo, il paradosso idrostatico realizzato da Pascal, il diavoletto di Cartesio, gli esperimenti che Galileo compie lasciando cadere determinati oggetti dalla torre di Pisa, il pendolo di Maxwell, gli esperimenti dell’abate Nollet…

 

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